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function updateHeaderHeight() {
        // Get the height of #brx-header
        const headerHeight = document.querySelector('#brx-header').offsetHeight;
          
        // Store the height in the CSS custom property --header-height
        document.documentElement.style.setProperty('--brxw-header-height', headerHeight + 'px');
    }

    // Execute the function as soon as the document is ready
    document.addEventListener('DOMContentLoaded', function() {
        updateHeaderHeight();  // Initial update of header height when the document is ready

        // Update the header height on window resize and orientation change
        window.addEventListener('resize', updateHeaderHeight);
        window.addEventListener('orientationchange', updateHeaderHeight);
});

Centralino Elettrico, il cuore del tuo impianto

Quasi nessuno apre il centralino elettrico di casa finché non scatta qualcosa. Eppure quel piccolo quadro con le levette è il punto in cui si decide se un guasto resta un fastidio locale o ti lascia al buio in tutta la casa. A Torino, dove gran parte degli edifici residenziali ha più di trent’anni, capita spesso di trovare centralini datati che funzionano “alla bell’e meglio” ma non rispettano più i criteri minimi di sicurezza attuali. Vediamo come riconoscere un quadro fatto bene.

Cosa deve avere un centralino a norma

Il riferimento tecnico è la norma CEI 64-8, che stabilisce i criteri minimi di sicurezza e di suddivisione dei circuiti per gli impianti elettrici residenziali. Un centralino conforme deve includere almeno un interruttore generale, una suddivisione in più linee separate (luci, prese, eventuali utenze dedicate come forno o piano a induzione), un sistema di messa a terra funzionante e una combinazione di interruttori magnetotermici e differenziali per ogni linea.

Il magnetotermico interviene in caso di sovraccarico o corto circuito, interrompendo la corrente prima che il cavo si sovrariscaldi. Il differenziale, quello che in gergo chiamiamo “salvavita”, protegge invece le persone dal contatto accidentale con parti in tensione, bloccando l’erogazione quando rileva una dispersione di corrente verso terra.

Il problema dei quadri con un solo salvavita

Negli impianti più vecchi è frequente trovare un solo interruttore differenziale generale a protezione di tutta la casa. Significa che se in cucina c’è una minima dispersione — per esempio una lavatrice con una guarnizione che perde leggermente, o un’infiltrazione d’acqua su una presa esterna — salta la corrente in tutto l’appartamento, comprese le luci della camera dei bambini o il frigorifero.

La normativa attuale richiede invece almeno due differenziali distinti, in modo che un guasto su una linea non lasci al buio l’intera abitazione. Negli appartamenti più grandi, oltre i 75 mq, le linee da proteggere separatamente diventano generalmente tre o più: cucina, prese, e illuminazione, con margine per eventuali ampliamenti futuri.

Quanto spazio libero deve avere il quadro

Un dettaglio che pochi controllano: un centralino fatto bene deve avere margine per crescere. La regola tecnica prevede che resti almeno il 30% dei moduli liberi, con un minimo di due posizioni disponibili. Se il tuo quadro è già pieno all’inverosimile di interruttori ammassati uno sull’altro, significa che qualsiasi futura aggiunta — una nuova linea per il condizionatore, una colonnina di ricarica per l’auto elettrica, un impianto fotovoltaico — richiederà la sostituzione dell’intero centralino, con costi e disagi superiori a quelli di un intervento fatto subito bene.

Segnali che il tuo quadro elettrico va controllato

Ci sono alcuni segnali pratici che, nella nostra esperienza a Torino e provincia, indicano quasi sempre un centralino da rivedere: il salvavita che scatta spesso senza un motivo apparente, la presenza di un solo differenziale per tutta la casa, etichette sbiadite o assenti sugli interruttori (segno che nessuno sa più a cosa serve cosa), un quadro completamente saturo senza spazio per ampliamenti, oppure l’assenza di una Dichiarazione di Conformità conservata da quando è stato realizzato l’impianto.

Se il tuo edificio è stato costruito o ristrutturato prima degli anni 2000, è molto probabile che il centralino non rispetti più i livelli minimi richiesti oggi, anche se “ha sempre funzionato”. Un impianto può funzionare e non essere sicuro: sono due cose diverse.

Perché non conviene intervenire da soli

Ogni intervento sui componenti interni del centralino deve essere eseguito da un tecnico abilitato, e non è solo una questione di buon senso: è un obbligo previsto dalla legge. Al termine del lavoro, il professionista rilascia la Dichiarazione di Conformità (DiCo), l’unico documento che certifica la regolarità dell’impianto, indispensabile anche per vendere o affittare l’immobile.

Fai controllare il tuo quadro elettrico da chi lo sa fare

Il team Serpal effettua verifiche del centralino elettrico a Torino e provincia, individuando eventuali carenze rispetto alla normativa vigente e proponendo l’adeguamento più adatto al tuo impianto, senza lavori superflui. Per una verifica o un preventivo, contattaci al numero 011-3190377.

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